perché con la COVID19 è fondamentale un e-commerce

WEB MARKETING

PERCHÉ OGGI DEVI AVERE UN E-COMMERCE

La COVID19 ha modificato radicalmente l'opportunità, per il settore commercio, ma non solo, di dotarsi di un sito e-commerce. Ti spiego perché.

Amazon è il gigante delle vendite online.

Sono un cliente Amazon, ebbene sì. Come me, tantissime persone in Valtellina, in Lombardia, in Italia e nel mondo. È ovvio sia così! Ho dei punti vendita, so di cosa parlo. Fino a due mesi fa, sui social era un proliferare di meme e piagnistei da parte di molti commercianti: "Amazon uccide le piccole botteghe!", "Se chiudiamo noi, poi da chi compri i prodotti?".

Ma scusa, mettiti nei panni di una persona che abita a Tartano o a San Martino, in Val Masino. Per comprare qualsiasi cosa deve prendere l'auto o l'autobus, venire a Morbegno o andare a Sondrio. Poi va dal negoziante di fiducia, vuole quello specifico prodotto che ha visto sul web o in TV, ma non c'è della sua taglia, del colore che vuole o non c'è proprio. S'è fatto un giro per niente.

Grazie a servizi come Amazon, ha il mondo fuori dalla porta di casa. È seduta sul suo divano, la sera, e ordina quel che le pare. Pre COVID19, il giorno dopo o al massimo quello dopo ancora si sarebbe ritrovata la merce desiderata a Tartano o a San Martino, senza passare più di un'ora in auto o più di due ore in autobus per qualcosa che magari nemmeno c'è. Davvero gliene fai una colpa? Ma dai, non scherziamo.

Tu sei più forte di Amazon, se offri un servizio.

È ovvio che, se hai un'attività commerciale, devi puntare sul servizio. Sul prezzo ci puoi fare poco. Capita anche a me, nei nostri punti vendita. Quello specifico computer su Amazon lo trovi a meno, ma da me hai un servizio, perché te lo do preconfigurato e soprattutto sai di poter contare su un'assistenza tecnica che Amazon non ti può garantire, anzi che proprio non ti da. Ti arrangi. È ovvio che non cerco il cliente che venderebbe la madre per un centesimo in meno. Cerco il cliente, anzi lui cerca me, per il servizio sul quale sa di poter contare.

L'abbigliamento non lo acquisto su Zalando. Ci ho provato, per carità ti mandano i vestiti in tutte le taglie che vuoi e rispedisci quel che non ti va bene. Però il servizio che mi danno Maxi Moda o Bordoni, Zalando non può darmelo. Il consiglio su cosa vesta meglio, quel tessuto che magari si confà di più a quel che voglio. "L'altra volta avevi visto questa cosa, sai che mi è arrivata anche così?". È impagabile, come anche il fatto di poter accorciare i pantaloni perfettamente. E lascio perdere il "su misura", che ovviamente è appannaggio del solo negozio fisico.

Il SARS-CoV2 ha cambiato le regole del gioco.

Questo panegirico perché? Perché poi il SARS-CoV2, che è il virus, e la COVID19, che è la malattia che il virus causa (e impariamo a chiamare le cose con il proprio nome, che se siamo i poveracci d'Europa è anche perché siamo diventati pressapochisti su tutto), come ho sentito spesso in queste settimane, ha portato tanti nodi al pettine.

Uno di questi è proprio la nostra impreparazione circa il commercio online. E non parlo del consumatore che, scafatissimo, acquista online di tutto. Parlo di noi commercianti, che nella maggior parte dei casi siamo alla preistoria. Sono duro? Sì, perché quel che vedo è fuori dal tempo.

Perché Facebook Messenger e Whatsapp non sono la via giusta per vendere.

Sono diventato patriottico. Ho sempre amato il mio Paese, ma adesso quella vena mi si è ulteriormente rinforzata. Per mille motivi, ma principalmente perché ritengo che da questo macello ne usciremo solamente aiutandoci.

Cerco di acquistare principalmente da attività locali. Perché è giusto. Siamo padri, madri dello stesso territorio. Lasciamo ricchezza nel territorio. Per l'agroalimentare ok, non è cambiato quasi nulla. Per il resto ragazzi, non ci siamo proprio. Ho avuto esperienze al limite del surreale, nel 2020.

La prassi è sempre la stessa per tutti. Contatti via Facebook Messenger o via Whatsapp:

"Ciao, vorrei acquistare questa cosa. Cos'hai disponibile?"

Spesso dopo una ventina di minuti, a volte ore dopo:

"Ciao! Grazie per averci contattati! Domani, dopodomani, settimana prossima sono in negozio e ti mando foto, così mi dici!"

Prendo la versione più ottimistica, quella del giorno dopo.

"Ecco le foto di alcune di quelle cose, se ne vuoi altre chiedi pure!"

Sfortuna vuole che a me proprio ne interessino delle altre.

"Si dai mi mandi delle foto delle altre?"

In situazioni ottimistiche come questa, entro due giorni chiudi la trattativa. Nella maggior parte dei casi, dopo tre/quattro giorni sei ancora in ballo. Ok, adesso ti racconto un'altra storia.

Amazon ha deciso di vendere meno, tu devi vendere di più!

Amazon ha modificato app e sito per farti comprare meno! Non ce la fanno a stare dietro agli ordini, tanto che hanno anche tagliato di netto le percentuali riconosciute a chi vende in affiliazione. Non mi sto inventando una mazza, lo puoi leggere in questo articolo su Il Post. Hanno già annullato anche il Prime Day di luglio, perché non sanno quando potranno tornare alla normale operatività. Nonostante ciò, prevedono un aumento delle vendite del 23% solo per il primo trimestre 2020. Altro che consegnano solo i beni di prima necessità per favorire ciò di cui c'è davvero bisogno. Stanno riducendo le vendite perché logisticamente sono in affanno.

Quindi in questo momento, in cui Amazon vuole vendere meno e tu puoi vendere solo con consegna a domicilio, non puoi permetterti di gestire la cosa come l'avrebbe gestita nei sogni tuo padre 30 anni fa. Se tu avessi i codici ATECO che ti permettono di tenere aperto passi, ci sta che tu non riesca a gestire anche una vendita online, ma negli altri casi stai buttando una marea di tempo e perdendo una marea di soldi. Ma sì, che vuoi che sia, tanto siamo solo in recessione.

In una dinamica come quella che ho descritto, stai sprecando tonnellate di tempo perché tratti un ordine per volta e ad ogni cliente devi mandare le foto del materiale, gestendo tutta la comunicazione.

Se avessi un e-commerce cosa cambia? Il mondo cambia! Perché se in una situazione normale gestire un e-commerce è come gestire un secondo negozio, in questa situazione è gestire in maniera efficiente l'unico negozio che ti permette di campare. Te la spiego per punti:

  • Carichi foto e descrizioni dei prodotti una volta sola, non devi mandarle ogni volta ai clienti.
  • Hai tutti i prezzi esposti, puoi gestire le scontistiche, codici sconto.
  • Il cliente cerca quel che vuole e lo ordina. Tu hai le statistiche di ciò che i clienti guardano, non solo di ciò che comprano. Ottimizzi enormemente i tempi, senza dover seguire per forza ogni singolo cliente, ma solo i casi davvero particolari.
  • Il pagamento avviene preferibilmente in forma elettronica. Al cliente consegni la merce senza avere contatti ravvicinati, come invece avviene nel caso d'uso del contante.
  • Se proprio vuoi il contante, va bene lo stesso.
  • Questo è il momento giusto per debuttare sul web, per vendere e fidelizzare i clienti, coi quali puoi rimanere in contatto grazie alle mail collezionate in fase di registrazione. Se fino a ieri io stesso consigliavo di stare attenti agli e-commerce, perché ti avrebbero imposto un lavoro parallelo che andava attentamente valutato, in questa situazione ti dico che non averlo adesso e gestire con Whatsapp o Messenger è impensabile, stai lavorando per galleggiare e forse nemmeno ci riesci.

Non devi investire somme folli. Lo so che probabilmente hai chiesto preventivi per un e-commerce e in passato ti sono arrivate proposte a tre o anche quattro zeri. Inizia in piccolo piuttosto. Noi abbiamo realizzato Bottegafacile, che con solo 400,00 euro ti permette di avere un e-commerce attivo in poche ore. Tra qualche giorno ti condividerò il pensiero di chi ha investito e di cosa voglia dire per lui avere un sistema che ti organizza e convoglia le vendite, rispetto al gestirle per telefono o per Whatsapp, che è anche peggio del telefono, perché devi scrivere e ci metti il quadruplo del tempo!

Momenti storici diversi richiedono soluzioni diverse e in questo momento tu, come me, devi agire subito! L'emergenza economica ce l'hai adesso.

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