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5 consigli per abbattere la frequenza di rimbalzo del tuo sito web

5 consigli per abbattere la frequenza di rimbalzo del tuo sito web

Spesso il cliente focalizza l’attenzione sul “farsi trovare” su Google, che è importantissimo, ma c’è un altro nemico da affrontare, una volta che ci si è fatti trovare: la frequenza di rimbalzo.

Che cos’è? Semplice. Un utente arriva sul vostro sito, legge il contenuto della pagina sulla quale è arrivato e se ne va.
Perché? Ci possono essere diversi motivi e qui vi diamo cinque consigli rapidi per ridurre la frequenza di rimbalzo.

1. Attira il pubblico giusto

Le parole chiave ricoprono un ruolo fondamentale. Se vendi calzature dovrai indicizzare le tue pagine con parole chiave legate alle calzature. Se indicizzi calzini e stringhe, il problema è che attirerai persone che cercano questo e non calzature.

2. Sistema la navigazione del sito

Evita menù troppo articolati. La cosiddetta regola dei tre click è un buon faro guida. Fai sì che tutti i contenuti del tuo sito siano raggiungibili entro i tre click, da qualsiasi punto tu sia. Questo aiuta i tuoi utenti a navigare con maggiore facilità, evitando che si perdano e non sappiano come muoversi. Questo è un ottimo motivo, per un utente, per abbandonare il sito.

Pensate a come navigate voi nei siti web. Se non ottenete rapidamente cosa vi serve, ve ne andate altrove. Gli altri utenti faranno la medesima cosa con il vostro sito.

frequenza di rimbalzo

3. Mostra contenuti targettizzati per i nuovi utenti

Se ti rivolgi a diversi tipi di utenti, crea delle landing page differenziate per tipologia di utente. Chi ti trova, ti trova perché ha cercato qualcosa di specifico. Se sul sito trova tutt’altro, se ne andrà sicuramente.

Se hai posizionato una lavatrice e magari l’hai promossa attraverso una campagna AdWords, ma collegata alla tua home page e non alla landing page di prodotto, puoi stare certo che l’utente rimbalzerà. Non gli hai presentato ciò che lui precisamente cercava.

4. Usa contenuti consigliati per aumentare il coinvolgimento

All’interno del tuo articolo raccomanda altri post di contenuto analogo o collegato a quello che l’utente sta leggendo. Questo aiuta decisamente l’abbattimento della frequenza di rimbalzo, perché l’utente naviga all’interno del tuo sito. Il cosiddetto link building interno aiuta molto anche in termini di SEO.

5. Il tuo sito è responsive?

Più della metà degli utenti oggi naviga da dispositivi mobili. Se il tuo sito non è responsive, cioè non è in grado di adattare i contenuti ai dispositivi mobili, oltre ad offrire una pessima esperienza utente, che favorirà un’alta frequenza di rimbalzo, verrà anche penalizzato da Google, che dal 21 aprile 2015 penalizza i siti non responsive.

Stai pensando di ridurre la frequenza di rimbalzo del tuo sito? In che modo credi di affrontare il problema? Commenta qui sotto!

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